Che cosa facciamo quest’anno in vacanza? Restiamo a casa o prenotiamo da qualche parte?
Prenotiamo in Italia o all’estero? Mare o montagna?
Cosa possiamo fare in queste vacanze durante il Coronavirus?? E se andassimo in Scozia?

L’idea della Scozia è venuta a mio marito quando hanno iniziato a riaprire i voli aerei verso l’estero.
Lui era già stato in Scozia alcuni anni fa, senza di me, e diceva spesso di volermici portare prima o poi.
Non siamo mai stati troppo amanti del mare e soprattutto l’affollamento nelle spiagge ci è sempre andato stretto.
Abbiamo quindi pensato di fare qualcosa di diverso: un tour della Scozia on the road, in mezzo alla natura.
Ci abbiamo messo un po’ di tempo a deciderci a prenotare e, anche dopo averlo fatto, abbiamo avuto dubbi fino al giorno stesso della partenza. Tutto però è andato ancora meglio di quello che ci aspettavamo!
Ora ti racconterò come sono andate le mie vacanze in Scozia durante il Coronavirus.

Le mie vacanze in Scozia durante il Coronavirus:

Volo aereo

Viaggio in Scozia durante il Coronavirus: volo aereo

Siamo partiti da Orio al Serio e atterrati a Edimburgo. Già dall’ingresso alcuni addetti misuravano la temperatura e guardavano i biglietti per controllare l’orario del volo, in modo da far entrare solo chi era prossimo alla partenza per non creare affollamento all’interno del terminal.
Ovviamente era obbligatorio l’uso della mascherina ovunque, anche sull’aereo, per tutta la durata del volo.
La temperatura veniva monitorata anche ai controlli di sicurezza per garantire che nessuna persona con febbre potesse passare oltre.
Non abbiamo trovato code, ci hanno fatto imbarcare velocemente e la partenza è proseguita senza nessun intoppo o ritardo.
Sull’aereo i posti occupati erano circa la metà di quelli disponibili per cui è stato facile mantenere le distanze dalle altre persone.
Anche nel viaggio di ritorno, da Edimburgo a Orio al Serio, è andato tutto liscio come all’andata, senza attese, senza assembramenti e senza ansie.

Documenti aggiuntivi per l’ingresso in Scozia

Viaggio in Scozia durante il Coronavirus: documenti aggiuntivi richiesti

Per poter entrare in Scozia ci è stato richiesto un modulo, da compilare entro le 48 h dalla partenza, con tutti i nostri dati personali (nome e cognome, nr. di telefono, mail, domicilio…) e indicazioni sulla città dove avremmo passato le vacanze.
Tutto questo per poter essere rintracciati in caso qualcuno sul volo fosse, in seguito, risultato infetto.

Turisti in viaggio in Scozia

Abbiamo trovato tanti turisti in Scozia? Pochi.
Perfino ad Edimburgo il numero dei turisti e delle persone in giro per la città era contenuto.
Si riusciva tranquillamente a girare senza nessun problema di assembramento.
Una volta lasciato Inverness e presa la North Coast 500 verso il nord della Scozia, il numero delle persone che abbiamo incontrato lungo il nostro percorso si è ridotto ancora di più.
Ci sono stati momenti in cui ci siamo trovati solo io e mio marito sulle piccole stradine delle Highlands senza incontrare anima viva (pecore a parte) anche per un’ora intera; intorno a noi solo il meraviglioso paesaggio verde e viola delle colline scozzesi.

Accesso a musei, castelli ed altre attrazioni turistiche

Mentre all’aria aperta era possibile girare senza mascherina, all’interno di musei, castelli e di attrazioni varie la mascherina diventava obbligatoria, come lo era anche lavarsi le mani con il gel disinfettante messo a disposizione.

Per quasi tutti i musei, i castelli e le attrazioni, con visita a pagamento, il biglietto andava acquistato in precedenza online.
Di volta in volta che ci spostavamo sul territorio scozzese, circa uno/due giorni prima, mi preoccupavo di prenotare in anticipo tutto ciò che mi interessava visitare.
A volte non solo dovevi scegliere il giorno della visita ma anche la fascia oraria.
Il numero dei biglietti venduti era ridotto rispetto al solito, per questo era importante la prenotazione.

Bisognava controllare sui vari siti internet anche se il luogo da visitare era aperto al pubblico in quel momento perché poteva non esserlo.
In Scozia la maggior parte delle attività turistiche ha riaperto nei primi giorni di agosto.
Alcune però, non essendosi ancora uniformate alle nuove normative o non potendo farlo per mancanza di spazi, non sono riuscite ad aprire o lo hanno fatto solo parzialmente.
Un esempio è il Dunvegan Castle, sull’isola di Skye, del quale abbiamo visitato solo i giardini esterni ma non l’interno, proprio perché non era strutturato per riuscire a garantire il distanziamento sociale dei turisti in ingresso.

All’interno dei castelli e dei musei l’ingresso nelle varie sale era contingentato, entravano a turno poche persone alla volta, per cui avevi il tempo di guardarti intorno e scattare fotografie senza trovarti altre persone davanti all’obiettivo. Era un sogno!

Prenotazione di hotel e B&B

All’esterno di ogni B&B c’è un cartello con la scritta VACANCIES oppure NO VACANCIES.  Nel primo caso vuol dire che sono disponibili delle camere, nel secondo caso significa che il B&B è al completo.
In una situazione normale sarebbe bastato fermarsi lungo la strada e cercare dei B&B con la scritta VACANCIES.
Durante il periodo Covid però, come le attività turistiche, anche molti B&B non sono ancora riusciti a riaprire dopo il lock down.
Per questo motivo il numero degli alloggi a disposizione era di molto inferiore rispetto al numero delle persone che ne facevano richiesta e tutti i B&B lungo le strade principali erano già prenotati.
Siccome una notte abbiamo rischiato di dover dormire in macchina, abbiamo iniziato a prenotare, su Booking, con almeno un giorno di anticipo il B&B dove avremmo voluto passare la notte successiva. Questo ha reso il nostro viaggio un po’ più organizzato di quello che ci eravamo prefissati ma ci ha permesso di poter girare con più calma senza avere l’ansia di trovare un riparo per la notte.
Diventata ormai un’esperta della prenotazione online, giostrandomi tra le recensioni su Booking e TripAdvisor, sono riuscita a scovare alcuni alloggi davvero niente male!

Ristoranti

Stesso discorso dei B&B valido anche per i ristoranti; non tutti hanno riaperto e la maggior parte erano spesso al completo.
Questo problema lo abbiamo riscontrato da Inverness fino a Glenfinnan compreso, ovvero lungo tutto il percorso della North Coast 500.
A questo bisogna aggiungere il fatto che, a volte, i B&B sono dispersi nel nulla e per raggiungere un qualsiasi luogo di ristorazione bisognava anche guidare per una trentina di minuti.
Per il pranzo il mio consiglio è quello di organizzarsi con qualche panino e fermarsi a mangiarlo in uno dei tantissimi punti panoramici lungo la strada.
Per la cena invece è meglio aiutarsi con Google Maps e TripAdvisor, trovare un ristorante lungo il percorso pianificato e prenotare in anticipo per stare tranquilli di trovare posto.
Altro consiglio importantissimo: fare scorta di acqua e di cibo da tenere in auto perché, come ho detto in uno dei paragrafi precedenti, le ore di guida sono tante e al nord della Scozia non si trova anima viva anche per molti molti chilometri.

Le mie vacanze in Scozia durante il Coronavirus: VERDETTO FINALE

Tirando le somme di questa nostra esperienza posso dirti con assoluta certezza che è stata una vacanza strepitosa!
Durante questi 18 giorni ho potuto girare la Scozia, in lungo e in largo, in assoluta tranquillità e senza la minima ansia di contrarre il virus.
Il distanziamento sociale era la caratteristica principale di questo nostro viaggio on the road, durante il quale ci siamo trovati, quasi soli, a stretto contatto con la natura e la bellezza del paesaggio scozzese.
Non abbiamo potuto lasciare il 100% al caso, come ci eravamo prefissati all’inizio, ma abbiamo dovuto pianificare più di quanto ci aspettavamo, strada facendo.
Questo aspetto però non ha tolto nulla di divertente al nostro viaggio e ci ha permesso di affrontarlo con più serenità.
In definitiva le nostre vacanze in Scozia durante il Coronavirus sono state un successone!!

Write A Comment