Come ti ho spiegato nel mio precedente articolo sono tante le cose che si possono vedere in Normandia in una settimana ma ciò che volevo più di tutto visitare, durante il mio viaggio, erano i luoghi dello sbarco.
In questo articolo ti voglio raccontare qual è stato il mio itinerario in questo vasto territorio segnato profondamente dalla Seconda Guerra Mondiale.

NORMANDIA: VISITA AI LUOGHI DELLO SBARCO

GIORNO 1

Dopo la visita del giorno precedente a Le Mont Saint Michel, abbiamo proseguito verso nord per raggiungere la batteria D’Azeville.
O almeno questo era il nostro obiettivo. In realtà, per errore, abbiamo inserito sul navigatore la località sbagliata, deviando così di molti chilometri dal nostro percorso originale.
Ci siamo ritrovati a visitare la batteria tedesca di Longues Sur Mer.
E’ stato un errore che però ci ha portato dei vantaggi in quanto l’ingresso era gratuito e soprattutto, essendo meno conosciuto dai turisti, c’erano pochissime persone.

Siamo quindi tornati sui nostri passi per raggiungere Sainte Mere Eglise e vedere la chiesa dove il paracadutista John Steele rimase appeso per molte ore, con il suo paracadute, sul tetto del campanile.
Il soldato americano, durante un’operazione militare, rimase impigliato e, fingendosi morto, riuscì a sopravvivere allo scontro a fuoco contro i soldati tedeschi.
In memoria di questo episodio è stato messo un manichino che pende dal tetto della chiesa.
Nella piazza, oltre a diversi cartelli espositivi che raccontano le storie di alcuni soldati sopravvissuti, ci sono anche le immagini di John Steele che, ormai anziano, era tornato sul posto per scattarsi delle fotografie davanti alla chiesa.

Come ultima tappa di quel giorno ci siamo poi recati in visita al cimitero tedesco di La Cambe.
Molto più contenuto e meno visitato rispetto a quello americano ma comunque interessante da vedere.

GIORNO 2

La mattina successiva ci siamo recati al sito di Pointe du Hoc.
Si tratta di uno spiazzo erboso in cima ad un’altissima scogliera tra le due spiagge identificate con i nomi in codice di Utah e Omaha.
Qui sono ancora ben visibili i crateri delle bombe esplose nel 1944 durante l’operazione militare, chiamata operazione Overlord, per liberare il territorio dai soldati tedeschi.
Il sito è visitabile gratuitamente e comprende un percorso tra bunker, osservatori militari e cartelli espositivi che spiegano dettagliatamente i fatti accaduti in quel luogo.

Abbiamo poi scelto di dedicare la mattinata a passeggiare sulla spiaggia di Saint Laurent Sur Mer, quella conosciuta come Omaha Beach.
All’ingresso di questa spiaggia si trovano alcuni monumenti eretti in memoria dei soldati che hanno perso la vita durante le operazioni di sbarco.

Vicino alla spiaggia si trova l’Omaha Beach Memorial Museum, un museo che raccoglie oggetti militari ritrovati sui luoghi dello sbarco.
Non solo pezzi di artiglieria e di uso militare ma anche oggetti personali dei soldati come pacchetti di sigarette, occhiali, banconote, fotografie e molto altro.
E’ possibile inoltre assistere alla proiezione di un video di circa 20 minuti in lingua francese o inglese che ripercorre le operazioni di sbarco svoltesi il 6 giugno 1944.
Il mini documentario è davvero impressionante. E’ stato realizzato unendo spezzoni di filmati registrati dai reporter di guerra dell’epoca che hanno seguito i soldati durante l’assalto.

Abbiamo poi visitato il Normandy American Cemetery & Memorial, il vastissimo e impressionante cimitero americano.
In questo cimitero, situato a Coleville-Sur-Mer, sono sepolti più di 9000 soldati americani.
Camminare su quella distesa verde di prato in mezzo alle innumerevoli croci bianche toglie letteralmente il fiato, come effettivamente mi avevano raccontato diverse persone che ci erano state prima di me.
Nel cimitero è inoltre presente un memoriale di forma semicircolare, con al centro uno specchio d’acqua, che espone le targhe di 1557 soldati americani dispersi o non identificati.
Ogni giorno, alle 16.30, è possibile assistere alla toccante cerimonia delle bandiere. Al suono dell’inno militare, la bandiera americana viene ammainata e piegata.

GIORNO 3

Il terzo e ultimo giorno lo abbiamo dedicato alla visita della Gold Beach, la spiaggia di Arromanches Les Bains dove sono ancora presenti i resti del porto artificiale Mulberry.

E prima di proseguire con il nostro itinerario di viaggio, abbiamo infine visitato l’ultimo dei luoghi dello sbarco che ci eravamo prefissati: il cimitero canadese di Beny-Sur-Mer.

Come vedi, su tre settimane di tour della Francia, mi è sembrato giusto dedicare ai luoghi dello sbarco ben tre giorni.
Non sono stati tre giorni pieni in quanto avrei potuto aggiungere altre mete o attrazioni ma ho preferito avere il tempo per visitare questi posti con calma. Dedicare a loro più attenzione e poter quindi leggere, riflettere e informarmi adeguatamente su ciò che stavo visitando.
Le località da raggiungere sono vicine le une dalle altre per cui ho prenotato un B&B per due notti a Carentan (Le Domaine Sainte-Hilarie, molto carino!) e mi sono spostata in auto durante il giorno.

Trattandosi di mete turistiche frequentate da stranieri, soprattutto da americani, si sente molto parlare inglese. Diversamente in tutto il resto della Normandia dove, non sapendo benissimo il francese, abbiamo un po’ faticato a farci capire nei ristoranti o nei B&B.

I luoghi dello sbarco non sono certo una spensierata meta di vacanza ma, secondo me, vanno assolutamente visitati almeno una volta nella vita.
Guardate prima di partire qualche filmato sulla Seconda Guerra Mondiale.
Informatevi su ciò che è successo su quelle spiagge.
Quando arriverete lì e vedrete di persona tutti quei chilometri di sabbia, le scogliere, i resti dei bunker militari e i cimiteri non potrete non restarne impressionati.

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